Soda Fountain Rag – The Lost Levels

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 There was a time of handmade music fanzine that came with a pin and a compilation on a cd-r in limited numbers, immediately disappeared with the first lucky ones to get to the show. And then music blogs of which the latest post dates back to the MySpace era and usually counted more authors than readers. Record labels that lasted the time of a love story. Indie-pop as a genre has a predilection for what’s ephemeral and fleeting, and Soda Fountain Rag throughout her whole career has been the essence of Indie-Pop from the first to the last note of her countless songs. Active since the beginning of the century, the Norwegian songwriter has published 4 full lengths and an unknown number of EP, singles and cd-r everywhere around the globe: Cloudberry Records, My Honey, Anorak, are just few of the cult label that released her music, without taking into account all the free downloads spread around the internet. Now just before releasing her new EP (scheduled for the beginning of 2017), Ragnhild Hogstad Jordahl has decided to bring together all the songs that went “lost” in a chronologically organized album that goes from 2006 to 2013. Lo-fi is Soda’s philosophy, with the toy keyboards, her candid voice and the most immediate and happy melodies you can dream about, floating between Rough Bunnies and Moldy Peaches, as they are supposed to be. The Lost Levels is now available for digital download and streaming through all digital distributors and our Bandcamps linked below. Soda will unveil and talk about all the songs one by one as the most desirable advent-calendar from her facebook page.

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 Vecchie fanzine fatte a mano, poche decine di fotocopie che trovavi a qualche concerto, in regalo una spilletta e una compilation, subito sparite nel nulla. Blog musicali che contavano più autori che lettori, il cui ultimo post risale all’epoca di MySpace. Etichette discografiche nate in qualche cameretta e durate il tempo di una storia d’amore. L’indiepop sembra avere da sempre una speciale predilezione per l’effimero e il fugace, e Soda Fountain Rag, lungo tutta la sua carriera, ha incarnato l’indiepop dalla prima all’ultima nota delle sue innumerevoli canzoni. Attiva dalla metà degli Anni Duemila, la cantautrice norvegese ha pubblicato quattro album, e soprattutto una quantità di EP, singoli e cd-r da una parte all’altra dell’Oceano. Cloudberry Records, My Honey, Anorak, sono solo alcune delle storiche label su cui è apparsa la sua musica, senza contare i free download disseminati ai quattro angoli di internet. Ora, alla vigilia della pubblicazione del suo prossimo EP (prevista per l’inizio del 2017), Ragnhild Hogstad Jordahl ha deciso di fare un po’ di ordine e riunire le sue canzoni “perdute” in un’antologia ordinata cronologicamente dal 2006 al 2013. Il lo-fi pop che è il suo marchio di fabbrica, le sue tastiere giocattolo, la sua voce candida e le melodie più felici e immediate che si possano sognare, sospese tra Rough Bunnies e Moldy Peaches, erano già tutte qui.  The Lost Levels è disponibile via download digitale e streaming attraverso tutti i distributori e dalle nostre pagine Bandcamp linkate qui sotto. Soda racconterà traccia per traccia tutte le canzoni di The Lost Levels come un dolcissimo calendario dell’avvento dalla sua pagina di facebook a partire da oggi

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Frida & Ale – I don’t like to see others having fun

Once upon a time there was a Swedish band called Rough Bunnies, formed by two gals who played indie-pop as if it were punk: exceeding passion and a bit of sauciness. One half of the band was Frida Vermina, who kept playing music even after the end of the “bunnies”.
On the southern side of Europe, on the Italian hills, Ale has never stopped loving Frida’s music – and now, with his help, Frida’s music has finally become an album.
After sharing the stage a number of times with each other’s band throughout the years, Frida & Ale have seen each other whenever there was a chance (mostly depending on low-cost flights). Neither of the two speaks the other’s language, but nonetheless, with emails and Skype-calls between the Brescian hills and the streets of Malmö, their debut “I Don’t Like to See Others Having Fun” can finally see the light.
This is an indie-pop album painted with water-colors and seeking simplicity thorugh its’ acoustic tones (think about a bitterer Lucksmiths reincarnation meeting a more disciplined version of the Moldy Peaches); ideally these songs are for all the connoisseurs of meaningless self-desctructive love, and for those who love nights of endless dreams.
“I Don’t Like To See Others Having Fun” was recorded in Brescia (Italy), at Red Carpet Studio, and was mastered by Lorenzo Caperchi. Many of the WWNBB’s family participated in one way or another: Fabio Benni, Ombretta Ghidini, Alessandro Stefana, Nicola Donà, Simone Gelmini, Michele Marelli, Samuele Palazzi and Daniela Savoldi played guitars, basses, drums, slide-guitars, keyboards, cellos, glockenspiels, and even recorded some vocals.
It might be true that Frida & Ale “don’t like to see others having fun”, but for sure they like to make them have fun!.

C’era una volta una band svedese chiamata Rough Bunnies. Erano due fanciulle che suonavano indiepop come se fosse punk, con esuberante passione e una certa insolenza. Spezzarono non pochi cuori anche in Italia. La metà non bionda della band, Frida, ha continuato a fare musica anche dopo la fine della “conigliette”, e ora quella musica con l’aiuto di Alessandro Paderno (dei nostri Le Man Avec Les Lunettes) è finalmente diventata un disco.
Dopo avere condiviso tour e palchi con le rispettive band, in questi anni Frida e Ale hanno continuato a incontrarsi ogni volta che potevano, dipendeva un po’ dalle offerte dei voli low-cost. Nessuno dei due parla la lingua dell’altro, eppure tra scambi di mille email e lunghe telefonate su Skype la sera tardi, tra le colline bresciane e le strade di Malmö I Don’t Like To See Others Having Fun ha finalmente preso forma.
Un disco di indiepop dai colori primaverili e dai toni acustici che insegue la massima semplicità (pensate a qualcosa a metà strada tra una reincarnazione meno dolce dei Lucksmiths e una più disciplinata dei Moldy Peaches), e che idealmente è dedicato a tutti gli “intenditori di amori privi di senso che portano all’autodistruzione” e agli appassionati di “notti di sogni senza fine”. I Don’t Like To See Others Having Fun è stato registrato al Red Carpet Studio di Brescia e masterizzato da Lorenzo Caperchi. Un sacco di musicisti della famiglia WWNBB hanno dato una mano: Fabio Benni, Ombretta Ghidini, Alessandro Stefana, Nicola Donà, Simone Gelmini, Michele Marelli, Samuele Palazzi e Daniela Savoldi hanno suonato chitarre, bassi, batterie, tastiere, viole, violoncelli e glockenspiel, e hanno regalato anche alcuni preziosi cori.
Sarà anche vero che qualche volta “non ci piace vedere gli altri che si divertono”, ma di sicuro ci piace farli divertire.