Flamingo – Komorebi

 Imagine to find yourself on the other side of the world, in Tokyo, at barely 25 years of age, working in one of the biggest cities on the planet, in a country at the polar opposite of the western culture. Imagine to spend a good three years there while slowly starting to understand its mental and physical mechanisms, constantly attracted by them and at the same time pulled away from the weight of the distance. Imagine how this would make you grow up and change… then imagine to go back where you came from. It’s not easy to make sense of all you’ve seen and lived. It takes time, and a way.  Lavinia Siardi found her way with an album, Komorebi, released under the moniker Flamingo. An album that talks about an experience of experiences, Komorebi gives its name to a Japanese word that can only be translated with the periphrasis: “light that filters through the tree’s leaves”. Ten tracks that encapsulate three years in Lavinia’s life, from the smallest fragments (Rose), to the concept of isolation and alienation (Tokyo), while dealing with being a woman in a very competitive environment (Sinking In My Blood) and struggling with other people’s expectations (Mother) or the absurdity of the dehumanization of immigrants (Corrupt) in a context where the alien is you, and not the other. Komorebi is an album in which Tokyo’s skyscraper are constantly in the background, while the front of the story is that intricate, irreversible passage to adulthood, painted by Flamingo as bluntly as possible. Though this album still navigates in the dream-pop world (as in Lavinia’s debut EP from 2016), the sound is now more aggressive, distorted, almost shoegaze and at times screamed, as if Lavinia threw every loud thought from her mind into the music. Part of the credit goes as well to Giacomo Carlone who recorded, produced, and mixed the album, on top of being Flamingo’s drummer.
Komorebi was recorded at Supermoon Studio, in Milan (Italy), in collaboration with the already mentioned Giacomo Carlone, plus Iulian Dmitrenco (bass), Lucia Gasti (violin), and Xabier Iriondo (guitar and chordophone).
Komorebi is now available on all streaming platforms and for presale on a colorful limited edition vinyl from our Bandcamp pages

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 Immagina a nemmeno venticinque anni di ritrovarti catapultata a Tokyo, dall’altra parte del globo, a lavorare in una delle più grandi metropoli del mondo in uno dei paesi culturalmente più distanti da tutto quello che è, in qualsiasi forma, occidentale. Immagina di passarci tre anni, di entrare pian piano nei suoi meccanismi, mentali prima ancora che fisici, di sentire tutta la curiosità della scoperta ed il peso siderale della distanza. Immagina
di cambiare, di crescere, e poi immagina di tornare indietro.Non è facile mettere in fila tutto quello che hai visto, che hai vissuto, su cui ti sei dovuta ricalibrare. Ci vuole tempo, ci vuole un modo.
La protagonista di questa storia un modo lo ha trovato, sotto forma di un disco. Komorebi è infatti il primo LP di Flamingo , moniker dietro cui si cela Lavinia Siardi, e racconta un’esperienza che dentro ne raccoglie tante, tantissime altre. Komorebi è una di quelle parole incredibili che si possono tradurre solo con perifrasi, è “la luce che filtra tra le foglie degli alberi”. Komorebi sono nove tracce e mezzo che rielaborano tre anni di vita, a volte anche solo piccolissimi frammenti (Rose), che esplorano il concetto di isolamento e alienazione (Tokyo), dell’essere donna in un contesto altamente competitivo (Sinking In My Blood), del fare i conti con le aspettative altrui (Mother) o con la follia del disumanizzare l’immigrato (Corrupt), in un contesto in cui il diverso sei proprio tu, non l’altro. È un disco dove i grattaceli di Tokyo si stagliano costantemente sullo sfondo, mentre in primo piano c’è quel passaggio complesso e irreversibile che porta all’età adulta, dipinto da Lavinia senza troppa indulgenza, senza filtri, a volte quasi in maniera spietata. E se il territorio è sempre quello del dream-pop (come nel suo primo omonimo Ep del 2016), questa volta il disco è meno minimalista e più aggressivo, distorto, tendente allo shoegaze e a volte urlato, quasi a voler rendere in musica tutti quei pensieri assordanti che affollavano la mente di Lavinia, specie quando era impossibile esprimerli ad altri. Il merito va dato anche a Giacomo Carlone, fonico e produttore di “Komorebi” e quasi da sempre batterista di Flamingo, che nel tempo è diventato una cosa a metà tra un progetto solista e un collettivo ristretto.
Il disco è stato registrato e mixato al Supermoon Studio di Milano, e vi hanno collaborato – oltre al già citato Giacomo Carlone – Iulian Dmitrenco (Nobody Cried For Dinosaurs) al basso, Lucia Gasti (The Mechanical Tales) ai violini e Xabier Iriondo (Afterhours) alla chitarra e al cordofono.
Komorebi è da ora disponibile su tutte le piattaforme streaming e in prevendita in edizione limitata e colorata in vinile dalle nostre pagine Bandcamp.

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