Welcome Back Sailors – Yes/Sun

Comincia l’estate e arriva il primo album dei Welcome Back Sailors. Lo aspettavamo e lo cercavamo, mancava solo lui e ora possiamo chiudere la valigia e partire per le vacanze. Yes / Sun è quel tipo di nastrone fatto avendo in mente la durata di un viaggio, le distanze da coprire con tutta la calma di chi ha tutto il tempo. Ti addormenti a velocità di crociera sul sedile posteriore, hai sognato di quando eri bambino, la luce negli occhi che ti sveglia ti sembra la stessa. Era il tramonto sulla Bassa Padana, è l’alba a Ibiza. Dalla provincia reggiana i Welcome Back Sailors arrivano con un sorriso sulla spiaggia, i riflessi del sole sull’acqua come coriandoli o forse farfalle sui synth. Una voce scivola da lontano sui riverberi e sulle onde. Lei infila gli occhiali e tu cerchi di ricordare quello che è successo la notte prima, una busta piena di cartoline, drum machine morbide come cuscini all’ombra. “I’ll be there” ti ha detto puntando il dito sulla cartina: Göteborg, la prossima meta, la stessa melodia che si distende, lo stesso cielo a riempirsi di suono terso, lo stesso vento a sollevarti le braccia. Ripartiremo presto, un altro viaggio.

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Summer just started and with it comes Welcome Back Sailors’s first full length album. We were looking for it, we were waiting for it–the last piece to complete our packing and leave for our holidays. “Yes/Sun” is the kind of album composed having a perfect trip in mind, with time to enjoy the distances to travel. Falling asleep at cruising speed in the back seat, you dream of when you were a child, the light that wakes you poking through your eyes is just the same. It was dusk in the Napa Valley, it’s the dawn in Ibiza. From the italian province of Reggio Emilia, Welcome Back Sailors get to the beach with a smile, the sun’s reflection on the water looks like confetti or perhaps butterflies on the synth. A voice from far away slides on the waves and the reverbs. She puts on her sunglasses and you try to remember what happened last night, an envelope full of postcards, soft drum machines as pillows in the shade. “I’ll be there” she said pointing on the map: Gothenburg, the next destination, the same melody starts stretching, the same sky filled with clear sound, the same wind to lift your arms. We’ll leave soon, for another trip.

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admin